Secondo l'analisi dei dati ISTAT, al 1991 la popolazione residente nel Comune di Bompietro ammontava a 2.055 unità, soltanto l0 0.1°Io dell'intera popolazione della provincia di Palermo che è pari a 1.224.778 abitanti: a fronte di una concentrazione media di popolazione nel territorio provinciale di 245 abitanti per Kmq si rileva un territorio scarsamente popolato, con una densità di soli 48 abitanti per Kmq.
I dati inerenti al ventennio 1961-1981 registrano una notevole diminuzione della densità (-31,7°Io) e della popolazione residente (-31,5°Io), probabilmente in relazione ai fenomeni di emigrazione, valori che si discostano moltissimo dalla media regionale, la cui popolazione tende invece nello stesso periodo ad aumentare fino al 3,9%. Negli anni che vanno dal 1981 al 1992 si ha un continuo calo demografico, con fenomeni intermedi di trasferimenti di residenza verso altri comuni, specialmente tra 1' 83 e 1' 89, ed iscrizioni da altri comuni, tra 1' 82 e 1' 88, mentre i dati relativi ai trasferimenti all'estero ed alle iscrizioni dall'estero sono quasi irrilevanti.
La popolazione tende, pertanto, a diminuire perché si trasferisce altrove per probabili motivi di lavoro.
Nel 1981 la struttura della popolazione, per classi di età, vede a Bompietro un maggior peso delle classi di età avanzata (65 anni e oltre), in rapporto alla fascia tra 0 e 14 anni, fenomeno che denota un'ulteriore inversione di tendenza rispetto alla media regionale e conferma l'allontanamento dei giovanissimi dal comune.
Per quanto riguarda l'ampiezza delle famiglie, sempre secondo i dati al 1981, prevalgono quelle che vanno da due a quattro componenti, rappresentando più della metà del totale delle famiglie nel comune, mentre l'ampiezza media risulta essere pari a 2,5 componenti a famiglia, con un valore inferiore a quello regionale che è di 3,1; è inoltre da rilevare come, a Bompietro, il numero delle famiglie totali tenda a diminuire, tra il 1971 e il 1981, del -6,5%, quando la linea regionale è in aumento del 15,1%.
La struttura della popolazione per grado di istruzione evidenzia l'aumento della scolarizzazione relativa al 44,8% della popolazione totale nel 1971 e al 56,0% di quella nel 1981, con una conseguente diminuzione degli analfabeti pari al -27,8%, valori che, comunque, si presentano ancora bassi se si pensa che poco più della metà della popolazione è fornita di titolo di studio.
Sempre relativamente ai dati del 198 1, l 'incidenza dei laureati e dei disoccupati sulla popolazione totale è rispettivamente del 2,1% e del 7,3%, risultando la popolazione maschile in possesso di un livello medio d'istruzione più elevato in rapporto alla popolazione femminile, anche se quest'ultima, nel decennio '71-' 81, ha avuto un aumento della scolarizzazione del 15,0%,
maggiore di quello maschile, pari soltanto allo 0,1 %. Quanto alla struttura socio-professionale della popolazione, così come si può configurare secondo i dati censuari, si sottolinea la netta prevalenza dei coadiuvanti e dei lavoratori dipendenti, che costituiscono il 52,1% della popolazione attiva in condizione professionale, seguiti dai lavoratori in proprio, con il 26,2%, dagli impiegati e dai dirigenti con il 21,5%, mentre gli imprenditori ed i liberi professionisti rappresentano appena l'1,7% della popolazione attiva. |